Trasporti gratis e Klimaticket, dalla Spagna alla Germania il piano contro il caro vita. In Trentino? Transdolomites: ''Si potrebbe fare subito'', la Pat: ''Meglio puntualità e frequenza corse''
In diversi Paesi europei si stanno adottando interventi per incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico per alleggerire il peso sui bilanci delle famiglie e con uno sguardo anche all'ambiente. Transdolomites: "Nelle casse di Trentino Trasporti le entrate si ridurrebbero ma avremmo un'altra entrata, quella di tipo ambientale, renderemo il nostro turismo più competitivo”. L'assessore Gottardi: "Dalle indagini fatte l’utenza predilige puntualità e l’offerta di corse nel loro numero complessivo rispetto alla tariffazione”

TRENTO. Treni gratis in Spagna mentre se guardiamo più vicino a noi troviamo il cosiddetto “Das 9 euro Fahrticket”: così viene chiamato comunemente in Germania il biglietto che permette ai tedeschi, e non, di viaggiare ad un costo pari a 9 euro mensili.
L'obiettivo per entrambi gli interventi è quello di incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici con una riduzione delle automobili in strada a beneficio dell'ambiente ma anche per aiutare i bilanci famigliari in questo momento storico già molto provati.
Le due iniziative stanno facendo molto discutere e c'è chi pensa che misure simili potrebbero essere messe in atto subito anche in Trentino come il presidente di Transdolomites, Massimo Girardi secondo cui rendere i trasporti pubblici gratis darebbe un nuovo slancio anche al turismo nelle valli oggi spesso soffocate dal traffico. Di parere diverso, invece, la Provincia, per la quale la gratuità non incentiva le persone ad utilizzare i mezzi pubblici e soprattutto l'erosione tra le persone che usano l'auto privata sarebbe minima, meglio puntare su puntualità ed offerta delle corse.
GLI INTERVENTI IN SPAGNA E GERMANIA
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato nelle scorse ore una serie di provvedimenti contro la crisi economica, per alleggerire il peso sui bilanci delle famiglie e con uno sguardo anche all'ambiente.
Per cercare di limitare i consumi energetici privati è stato portato al 100 per cento il sussidio pubblico sugli abbonamenti per il trasporto ferroviario statale a corta e media percorrenza. Questo comporterà dal primo di settembre al 31 dicembre la gratuità negli abbonamenti. L'intenzione del provvedimento è ovviamente quella di favorire l’utilizzo del trasporto pubblico rispetto a quello privato sia per avere un risparmio energetico ma anche per ottenere benefici dal punto di vista dell'impatto ambientale.
La Germania ha scelto invece il modello 9-Euro-Ticket, un biglietto da 9 euro per viaggiare liberamente su tutti i treni e gli autobus del trasporto locale e regionale. L'intervento iniziato da ormai diverso tempo durerà fino a fine agosto ma il Governo tedesco sta pensando una strategia per riuscire a mantenere questa iniziativa. Per questo si parla di Klimaticket, il biglietto climatico, che in Austria è attivo dallo scorso anno, come nuovo regime di sovvenzione al trasporto pubblico a fronte di prezzi record del carburante e che vada in modo parallelo a disincentivare l’uso di mezzi privati a favore dell'ambiente.
E IN TRENTINO? L'OPINIONE DI TRANSDOLOMITES
“Interventi come quelli fatti in Spagna oppure in Germania in Trentino sarebbero fattibili subito. Sarebbero più che utili” è quello che pensa Massimo Girardi, presidente di Transdolomites, l'associazione che ha fatto di mobilità, energia e turismo sostenibile in ambiente dolomitico un proprio cavallo di battaglia. “Oggi – spiega Girardi a il Dolomiti – dal punto di vista dei ricavi, quello che entra nelle casse di Trentino Trasporti dagli abbonamenti e dai biglietti è in sé una sciocchezza se lo paragoniamo a quello che è il costo del servizio pubblico in generale”.
Lo sguardo del Trentino dal punto di vista dei trasporti, per il presidente di Transdolomites, deve essere rivolto agli altri Paesi europei. “Quello che stanno facendo la Spagna e la Germania sta avendo un grande successo”. Questo, spiega Girardi, sta a significare due cose. “C'è un discorso di coerenza per quanto riguarda la crisi ambientale. Il settore dei trasporti è una componente importante per le emissioni e a questi costi se ne aggiunge un altro che è quello degli incidenti. Siamo difronte ad un contesto articolato – spiega Girardi - e che ricade in modo pesante sulla comunità e sulla pesa pubblica”.
C'è poi una questione più economica che deriva anche dalla riduzione delle auto che circolano sulle strade. “In Italia – spiega sempre il presidente di Transdolomites - ogni 100 persone ci sono 60 – 65 vetture. L'impegno di tutti dovrebbe essere quello di ridurre questo parametro portandolo almeno a 40 auto ogni 100 persone. Lo stanno facendo la Svizzera o altri Paesi del Nord Europa. Purtroppo ad oggi non in Italia dove invece vediamo una deresponsabilizzazione l'Amministrazione pubblica dai propri doveri nel dare servizi alla comunità per creare crescita economica e per scaricare dalle finanze delle famiglie i costi che dovrebbero essere propri dell'ente pubblico. Basta pensare che all'anno un'auto costa almeno dai 2500 ai 3000 euro, una spesa non indifferente che incide sul reddito delle famiglie”. C'è quindi la necessità spiega Massimo Girardi, di ragionare su incentivi e facilitare l'uso del mezzo pubblico. Per farlo diventa fondamentale la leva economica.
Per Transdolomites un approccio diverso del trasporto pubblico andrebbe a beneficio anche delle valli trentine sempre più strette tra un traffico che oramai non può più solamente essere derubricato come un banale problema di poche settimane l’anno. A lanciare l'allarme era stata la stessa Ual lo scorso anno. “Nelle casse di Trentino Trasporti le entrate si ridurrebbero – spiega Girardi - ma avremmo un'altra entrata, quella di tipo ambientale, renderemo il nostro turismo più competitivo”.
E il sistema dei trasporti andrebbe avanti lo stesso? “Ma certo – spiega Girardi – anche perché i ricavi che derivano dai biglietti rappresentano una percentuale molto bassa. Tutto il resto è coperto dalla spesa pubblica. Spesso ci dimentichiamo che il servizio pubblico, attraverso la tassazione, lo paghiamo tutti. Si tratta semplicemente di rivedere la questione economica. E possiamo anche pensare di attingere, se serve, le risorse dalla tassa di soggiorno che è stata introdotta”.
LA PROVINCIA: MEGLIO PUNTALITA' E PIU' CORSE
La Provincia di Trento non vede in questo momento utile dal punto di vista dei trasporti adottare misure di gratuità. A spiegarcelo è lo stesso assessore provinciale Mattia Gottardi. “Dai dati e dalle indagini fatte anche nel recente passato – spiega a il Dolomiti - l’utenza predilige puntualità e l’offerta di corse nel loro numero complessivo rispetto alla tariffazione”.
Oggi secondo i dati forniti, gli utenti di Trentino Trasporti sono perlopiù abbonati (8su10). “Stiamo lavorando – continua Gottardi - per aumentare il ricorso al mezzo pubblico, tornando anche ad una maggiore fiducia post Covid nell’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi, mediante l'aumento del cadenzamento delle corse con un progetto partito prima della pandemia nelle Giudicarie e che riprenderà in autunno 2022 e sarà estendibile ad altre tratte progressivamente”. Il tema della mobilità, ha fatto sapere l'assessore, sarà anche al centro di una progettazione partecipata che coinvolgerà le aree interne individuate insieme al Ministero per incentivare l’uso del mezzo pubblico.
Per la Provincia, quindi, l'aspetto tariffario è secondario rispetto all'attrazione del sistema di trasporto. “L'appeal prima del Covid – spiega anche il dirigente del Servizio Trasporti Roberto Andreatta - secondo una ricerca, dipendeva dalla qualità, dall'intensità e frequenza del servizio più che alla marginalità della tariffa stessa”.
La Provincia già in passato aveva avviato delle analisi. Era stata studiata la città di Tallinn, capitale dell'Estonia, prima capitale europea ad introdurre il trasporto gratuito. “Le analisi fatte – spiega Andreatta - mostravano una erosione del trasporto privato tutto sommato marginale rispetto ai costi in termini di minori incassi percepiti”. Sempre lo studio, spiega ancora Andreatta “indica come la rinuncia agli incassi reggerebbe un forte pregiudizio in questo periodo di congiuntura economica allo stock di risorse che ogni anno sul bilancio provinciale serve per garantire le spese gestionali del trasporto che si aggirano su oltre 100 milioni di euro”.
Vi è poi un aspetto non secondario rispetto alle varie iniziative adottate in Europa, come quella in Germania negli ultimi giorni sulla forfetizzazione del costo di abbonamento: “La nostra realtà di trasporto secondo il monitoraggio del sistema Mitt – conclude Andreatta - evidenzia chiaramente che su dieci passeggeri a bordo di autobus e corriere solo due non sono muniti di abbonamento, il che significa che gli altri otto sono già utenti fidelizzati con tariffe agevolate”.














